Sistema dei Servizi Sociali – Emergenza Coronavirus

Arrivano le prime indicazioni del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

È stata pubblicata oggi la Circolare 1 del Ministero del Lavoro con  oggetto il “Sistema dei Servizi Sociali – Emergenza Coronavirus“, a firma del nuovo direttore del settore, Angelo Marano. Considerata la situazione di emergenza sul territorio nazionale relativa al rischio di diffondersi del virus COVID-19, il Governo ha adottato misure volte a contrastare la diffusione del virus che prevedono, fra l’altro, anche la limitazione degli spostamenti non strettamente necessari delle persone.

I decreti emanati (con particolare riferimento quelli del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 8 marzo, 9 marzo, 11 marzo, 22 marzo u.s. e con i Decreti Legge 17 marzo 2020 n. 18 e 25 marzo 2020 n. 19), confermano la necessità di assicurare l’operatività delle amministrazioni e dei servizi pubblici, pur opportunamente rimodulati ed assicurati mediante il ricorso generalizzato, in tutti i casi dove sia possibile, a modalità di lavoro agile, come pure ribadito dalla Direttiva n. 2/2020 del Ministro per la pubblica amministrazione.

Nell’attuale situazione di emergenza è fondamentale, infatti, che il Sistema dei Servizi Sociali continui a garantire, ed anzi rafforzi, i servizi che possono contribuire alla migliore applicazione delle direttive del Governo e a mantenere la massima coesione sociale di fronte alla sfida dell’emergenza.

È un ruolo che il Sistema dei Servizi Sociali deve svolgere nei confronti di ogni membro della collettività, con particolari attenzioni verso coloro che si trovano, o si vengono a trovare a causa dell’emergenza, in condizione di fragilità, anche in relazione alla necessità di garanzia dei Livelli essenziali delle prestazioni sociali di cui all’articolo 22 della legge n. 328/2000.

È fondamentale che ciascun Ente, ciascuna struttura e ciascun operatore siano consci del ruolo che i servizi sociali sono chiamati ad assicurare nell’attuale contesto e ridefiniscano ed adattino nel modo migliore i servizi e le prestazioni lavorative per garantire una risposta di elevata qualità e al tempo stesso rigorosa nell’assicurare il rispetto delle norme precauzionali che il Governo ha dovuto assumere. Gli sforzi dovranno concentrarsi sulle attività che, nell’attuale momento, rivestono carattere di priorità e privilegiare, ove possibile, modalità di lavoro agile.

Alcune Regioni stanno emanando specifiche direttive con riferimento ai rispettivi Sistemi dei Servizi Sociali Regionali, raccordandosi con le Unità di Crisi attivate a livello regionale. Le prerogative regionali individuano, in tal senso, una sede cruciale di collegamento della gestione sanitaria e sociale dell’emergenza e di risposta alle difficoltà di Comuni e Ambiti. A livello territoriale è auspicabile che i servizi sociali comunali e di ambito operino anche in chiave di coordinamento di tutte le realtà che operano nel sociale, opportunamente raccordandosi, a tal fine, anche con i Centri Operativi Comunali COC, ove attivati dai Sindaci.

Ciò premesso, sulla base anche delle segnalazioni ricevute, dopo consultazione col Coordinamento Tecnico delle Regioni e delle P.A. e col Dipartimento Welfare dell’ANCI, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha emanato alcune indicazioni, pur senza pretesa di esaustività, riservandosi successive iniziative:

·       Reddito di cittadinanza: la sospensione dei termini per la convocazione dei beneficiari e per la sottoscrizione del patto per l’inclusione sociale e del patto per il lavoro

·       Continuità dei servizi: vieneprecisato che non è prevista la sospensione delle attività dei servizi sociali. Fra altro:

  • Non è prevista alcuna sospensione per consultori, SERT, centri diurni, centri per senza tetto. o Centri diurni per persone con difficoltà di carattere sociale, compresi i servizi di mensa, igiene personale ecc., empori sociali per persone in povertà estrema, centri polivalenti per anziani e persone con disabilità, centri di ascolto per famiglie che erogano tra l’altro consulenze specialistiche, attività di mediazione familiare e spazi neutri su disposizione dell’autorità giudiziaria, centri antiviolenza [si ritiene comprensivi dei centri anti tratta], nella misura in cui assicurano servizi strumentali al diritto alla salute o altri diritti fondamentali della persona
  • Le associazioni di volontariato che somministrano pasti o servizi alle fasce di popolazione debole, possono continuare ad erogare i loro servizi. È comunque opportuno che tali attività vengano sottoposte a coordinamento da parte dei servizi sociali pubblici territoriali

·      Indicazioni circa ambiti di attività particolarmente critici: sono fornite indicazioni per i servizi:

  • Senza fissa dimora,
  • Servizi domiciliari,
  • Colloqui telefonici con i soggetti in carico,
  • Violenza domestica.

·       operatori sociali: viene ricordato, in particolare, che i responsabili dei servizi sociali dovranno assicurarsi che anche nel caso di servizi esternalizzati gli operatori vengano messi in grado di operare in sicurezza

·       risorse:  viene sottolineato il possibile ricorso ai fondi del PON Inclusione FSE 2014 – 2020 o del ”Piano per gli interventi e i servizi sociali di contrasto alla povertà 2018-20″ a valere sulla quota servizi del Fondo nazionale per la lotta alla povertà, riservandosi di procedere a successivi atti per l’individuazione puntuale di risorse aggiuntive,

Si invita ad attenta lettura.

 Allegato 20200327 Circolare-1-del-27-03-2020-Servizi-Sociali-Coronavirus.pdf

Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

Sintesi dei punti: Forum Terzo Settore

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