Fascicolazioni muscolari: come distinguere tra “patologiche” e “fisiologiche”

Dal Blog del prof. Mario Sabatelli di Repubblica
“Gentile Professore,
da 2 anni soffro di fascicolazioni sparse, prevalentemente ai polpacci. Pratico running e percorro circa 60 km a settimana. A volte maggiore fatica, che però non mi impedisce di fare gare ed allenamento. Non ho effettuato nessun controllo al momento. Sarebbe opportuno? Grazie”

Gentile Lettore,
Le fascicolazioni sono contrazioni muscolari involontarie che si manifestano come dei guizzi visibili sotto la pelle. Sono dovute a una condizione di ipereccitabilità come i crampi muscolari e sono frequentemente sperimentate da persone in perfetta salute.
In rari casi le fascicolazioni sono un sintomo e un segno che accompagnano le malattie dei nervi periferici e in particolare dei nervi motori, chiamati motoneuroni. In questi casi le fascicolazioni hanno caratteristiche che le rendono facilmente distinguibili da quelle “fisiologiche”. Quando infatti vi è una malattia sottostante le fascicolazioni iniziano e permangono in un definito distretto, per esempio un braccio, e interessano più muscoli di quel distretto (per esempio bicipite, deltoide, spalla). Inoltre, proprio perché a causarle è una malattia, i nervi motori perdono la loro funzione e si associano dei deficit muscolari nello stesso distretto con perdita della massa muscolare (atrofia). Al contrario le fascicolazioni benigne sono sempre “migranti”, interessano cioè una zona ristretta di singolo muscolo, tendono a scomparire per poi interessare, con le stesse caratteristiche, altri muscoli.
Le fascicolazioni ai polpacci e ai muscoli intrinseci del piede meritano un considerazione a parte, perché possono essere persistenti. Tuttavia l’esperienza clinica mostra che sono molto frequenti nelle persone sane, probabilmente perché dovute a una irritazione delle radici sacrali da modeste compressioni meccaniche da parte dei dischi vertebrali, evenienza questa molto comune nella popolazione adulta e negli atleti in particolare.
Pertanto, per rispondere alla sua domanda, la presenza di fascicolazioni persistenti ai polpacci e di fascicolazioni diffuse ma “migranti”, l’assenza di deficit muscolari distrettuali e la lunga durata dei fenomeni, sono tutti elementi a favore di una condizione non patologica. Comunque una visita neurologica è sempre opportuna.

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