Due SLAVADENT alla SLA: quando il teatro e la cucina diventano cura e solidarietà

Ti raccontiamo come è andata

Il racconto di domenica (23/3/2025) è quello di una serata in cui il teatro si è fatto solidarietà con SLAVADENT alla SLA, un evento speciale ideato dall’eclettico Enrico Bertolino, grande sostenitore dei Centri Clinici NeMO. Sul palco, insieme a lui, artisti straordinari come Ale e Franz, Nikolas Albanese, Lunanzio, gli Jaga Pirates e Federica Ferrero, pronti a regalare risate e momenti di riflessione attraverso la loro inconfondibile ironia.

Ma questa serata è stata anche un omaggio all’arte culinaria, con una straordinaria brigata di chef che hanno saputo trasformare il cibo in un gesto di vicinanza e sostegno. Grazie all’impegno di Davide Rafanelli, Consigliere Nazionale AISLA e presidente di SLAfood, venti Chef e Maestri panificatori di fama nazionale, insieme ai volontari di APCI (Associazione Panificatori di Milano), Richemont Club Italia e Athletic Chef, hanno deliziato i presenti con un aperitivo stellato, unendo sapori ed emozioni in un’unica esperienza di solidarietà.

Una delegazione di AISLA era presente con la presidente Fulvia Massimelli, il tesoriere Maurizio Colombo, il Consigliere Nazionale Alessandro Porcelli, venuto appositamente dalla Toscana per visitare il Centro Clinico NeMO, il direttore generale Grazia Micarelli, il direttore amministrativo Lea Gavin e i volontari delle sezioni lombarde, tra cui Anna Di Landro, volontaria di AISLA Bergamo da oltre vent’anni, e Viviana Tombolillo di AISLA Como.

La visita al Centro NeMO Milano. Da sinistra: Stefano Zanoni, Elena Bazzoni, Stefania Pozzi,
Davide Rafanelli, Alessandro Porcelli

Questa serata nasce da una storia d’amore, quella per l’Inter. Enrico Bertolino e Luca Leoni, presente alla serata, condividono l’amore per i colori nerazzurri. Luca, socio AISLA e presidente onorario dell’Inter Club InterNati, ha fatto della sua fede calcistica un’opportunità concreta di solidarietà.

Francesco Renga, ospite a sorpresa

E a sorpresa, un altro “Internato” d’eccezione ha voluto essere presente: il cantante Francesco Renga, a sua volta membro dell’Inter Club, ha salutato il pubblico intonando “Angelo, prenditi cura di lei”, regalando un momento di intensa emozione.

I fondi raccolti sostengono il Centro Clinico NeMO di Milano, contribuendo alla ricerca e alla cura della SLA. Come ha sottolineato la dott.ssa Federica Cerri, neurologa esperta di SLA e membro della Commissione Medico Scientifica di AISLA, dietro ogni donazione ci sono famiglie che affrontano la malattia con straordinaria dignità e determinazione. È con lo stesso impegno che clinici e ricercatori hanno il dovere di portare avanti il loro lavoro, affinché la speranza possa trasformarsi in concretezza giorno dopo giorno.

da sinistra: Enrico Bertolino, Marco Rasconi, Federica Cerri

Ma la cosa straordinaria è che, in un’insolita e fredda serata di primavera, la Galleria Sud dell’Ospedale Niguarda si è trasformata in un palcoscenico, e non si è ben capito se lo spettacolo fosse più sopra o sotto il palco. Perché moltissimi amici si sono uniti in questa battaglia contro la SLA: non solo pazienti e familiari, ma anche sostenitori di ogni ambito. La delegazione ufficiale di AISLA si è allargata sempre più: Anita Pallara, presidente nazionale di Famiglie SMA, il caporedattore centrale di Avvenire Francesco Ognibene, Cabiria Reina, Patient Advocacy di Zambon, Diego Ponasso, Direttore Retail di Galbusera.

Una serata in cui, come ha dichiarato lo stesso Bertolino al Corriere della Sera: «I ricercatori stanno lavorando per sconfiggere la SLA, ma anche noi possiamo dare uno schiaffo simbolico a questa malattia, con il sorriso e la gentilezza. Possiamo scegliere di stare al fianco di chi vive questo percorso ogni giorno, senza paura, con attenzione ed un pizzico di follia. Gli stessi ingredienti delle persone straordinarie che dedicano le loro vite alla cura e alla ricerca.»

Da sinistra: Francesco Ognibene (Caporedattore Avvenire), Fulvia Massimelli (Presidente Nazionale AISLA), Roberto Taruffo; Stefania Pozzi (Relazioni Istituzionali Centro Clinico NeMO), Maurizio Colombo (Tesoriere Nazionale AISLA)

La presidente di AISLA, Fulvia Massimelli, ha sottolineato: «Questa serata rappresenta il senso più autentico della comunità: persone che mettono a disposizione il proprio talento per costruire speranza. Il teatro, la cucina, la ricerca, la solidarietà: tutto si è intrecciato in un abbraccio collettivo che ci aiuta a guardare al futuro con determinazione. Grazie a tutti coloro che hanno reso possibile questo evento, perché ogni gesto di vicinanza è un passo in più nella lotta contro la SLA

I numeri della serata raccontano il valore di questo evento a favore del Centro NeMO Milano: 95 volontari coinvolti e una raccolta fondi di 22.000 euro. Contributi preziosi che dicono di voler essere parte di un progetto comune e che solo nell’ultimo anno ha preso in carico 600 famiglie con SLA, di cui 90 nuovi pazienti; condotto 10 studi di ricerca clinica e 96 professionisti, impegnati a garantire un modello di assistenza multidisciplinare e specializzato.

Siamo grati all’Ospedale Niguarda per aver permesso questa incredibile serata, agli artisti che si sono superati, a tutti i tecnici e operatori che hanno lavorato dietro le quinte, al Centro NeMO per saper prendersi cura ogni giorno della nostra comunità.

🎤 Rivedi e ascolta il discorso integrale di Davide Rafanelli (4 minuti) 🎥

Un intervento che è molto più di parole: testimonianza di determinazione e coraggio. Grazie, Davide, per il tuo impegno instancabile e per essere un esempio di forza e dedizione per tutta la comunità AISLA.

Le parole della cura

Prima dello spettacolo, abbiamo chiesto a tutti loro di pensare a una parola da dedicare agli artisti e agli chef per ringraziarli. Una parola che racchiudesse il significato più profondo della cura. Le parole raccolte sono diventate un mosaico di emozioni e significati: dedizione, speranza, resistenza, forza, gentilezza, condivisione, amore, coraggio, comunità. Le consegniamo oggi, seppur virtualmente, a chi ha reso questa serata un momento indimenticabile, perché il loro talento e il loro cuore hanno saputo trasformare un evento in un simbolo di vicinanza e speranza.

Perché la solidarietà ha tante voci, e domenica sera le abbiamo ascoltate tutte. E in questo mese, in cui celebriamo l’arte in tutte le sue forme, ricordiamo che ogni gesto di creatività può diventare cura, ogni talento condiviso può trasformarsi in un dono per gli altri.

La delegazione AISLA

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